Il 16 e 17 giugno, in Officine Credem, 35 partecipanti da 13 banche e 5 aziende consorziate hanno formato sette team misti e passato 48 ore a fare una cosa che in teoria non dovrebbe succedere: collaborare su un problema di AI Governance invece di competere.
La cosa più entusiasmante è che si è trattato del primo hackathon multibanca d’Europa, organizzato da ABI Lab e Datapizza come unico partner tecnico!
Non fosse per un caso in India, sarebbe stato anche il primo hackathon multibanca globale…

Ma lascia che ti racconti.
Il settore bancario italiano ha già due strumenti solidi per governare l'AI:
Due domande che sembrano fatte per stare insieme.
Per chi ha vissuto le 48 ore da dentro, il bello stava proprio in questo: due giorni fuori dal proprio contesto abituale, a costruire strumenti su un framework che per qualcuno in sala non era affatto nuovo - come la tassonomia dei processi bancari, dentro il Framework Architetturale.
Nella pratica, oggi, collegarle è lavoro manuale, banca per banca, framework per framework. Il che significa: ogni istituto reinventa la stessa mappatura, con gli stessi documenti che non si parlano tra loro, moltiplicato per quante banche esistono.

Ai team non è stato chiesto di usare uno dei due framework, ma di costruire con l’AI generativa un sistema che li legga insieme: dato un sistema AI e la sua posizione architetturale, individuare in automatico le domande di checklist rilevanti, i KPI da monitorare, il profilo di rischio AI Act che ne deriva - simultaneamente, non in sequenza.
7 dataset fittizi, uno per team, coprivano gli scenari che in un modo o nell'altro ogni banca vive davvero: un consorzio con 200 affiliate, una fusione con portfolio AI da riconciliare, una neobanca cloud-native senza governance, un'ispezione regolamentare a 30-60-90 giorni, 18 sistemi con Shadow AI nascosta.
Nessuna soluzione di riferimento: si valutava il ragionamento, non la corrispondenza a una risposta giusta.
Ma perché dovrebbe interessarci?
Perché il vincolo interessante qui non era tecnico.
Costruire un sistema che incrocia due tassonomie con un LLM è, con gli strumenti di oggi, un esercizio abbordabile in 48 ore - e infatti i team ci sono arrivati, con la giuria a valutare anche l'uso consapevole del budget di 80€ di crediti API a testa.
Il vincolo vero era mettere persone di banche concorrenti a lavorare fianco a fianco su un problema che, per definizione, è condiviso: i framework ABI Lab sono standard di settore, non proprietà di nessuno.

Alla fine ha vinto la squadra Fable 5, ma tutti i 7 prototipi sono stati condivisi con l'intero gruppo di partecipanti, non solo con chi è arrivato primo.
Da questi due giorni escono anche un paio di osservazioni che vanno oltre l'AI Governance in sé.
Ora, i prodotti ovviamente sono acerbi - è nella natura di qualsiasi cosa nasca da uno sprint, e sarebbe strano il contrario.

Ma la domanda a cui questo hackathon prova a rispondere non è "l'AI riesce a mappare due framework di governance", perché quello lo sappiamo già fare.
È: un formato competitivo cross-banca, su un tema delicato come l'AI Act, funziona anche in un settore che vive di segreto bancario e vantaggio competitivo?
La risposta, almeno per questa prima edizione, sembra sì.
E se è vero - lo capiremo quando (e se) diventerà un format ricorrente - la domanda successiva non riguarda più le banche, ma quanti altri settori regolati, con framework di compliance frammentati tra decine di operatori concorrenti, potrebbero trarre ispirazione da questa iniziativa.
Quello che intanto resta sul tavolo sono sette prototipi con un potenziale vero: la parte difficile, adesso, è farli crescere e circolare oltre le 48 ore dell'hackathon. Ma è proprio questo il senso dell'innovazione aperta - vale quanto riesce a non restare chiusa in un cassetto.
Se ti interessa approfondire, qui trovi il nostro articolo approfondito sull’hackathon!
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Giacomo Ciarlini - CIO - Datapizza
Simone Conversano - AI Transformation Specialist - Datapizza