Per anni il racconto dominante è stato "Google insegue OpenAI". Al Google I/O 2026 Sundar Pichai non ha mai pronunciato il nome dei competitor.
Non ne aveva bisogno - e questo, più di qualsiasi benchmark, racconta dove si trova Google adesso.
"Soltanto due anni fa i nostri server elaboravano 9,7 trilioni di token al mese. L'anno scorso, 480 trilioni. Oggi siamo a 3,2 quadrilioni."
È così che Pichai ha aperto il keynote, e i numeri di contorno confermano la direzione: l'app Gemini ha superato i 900 milioni di utenti attivi mensili, più del doppio rispetto all'anno scorso.
Google conta 13 prodotti con oltre un miliardo di utenti, cinque dei quali hanno superato i tre miliardi.
E per sostenere questa crescita, il capex 2026 raggiungerà i 180-190 miliardi di dollari - sei volte quello del 2022.
Non è più un'azienda che sta inseguendo. Ora è un'azienda che sta costruendo.
Ma in quale direzione?
Il filo conduttore del keynote è il salto da AI che risponde a AI che agisce.
Google non vuole più che Gemini risponda alle domande degli utenti, vuole che le esegua.

Il nome in codice di questa visione è Gemini Spark, un agente AI personale che gira su macchine virtuali dedicate su Google Cloud, attivo 24 ore su 24, anche quando chiudi il laptop o blocchi lo smartphone.
Può analizzare estratti conto, monitorare le mail scolastiche dei figli estraendone le scadenze, gestire flussi di lavoro complessi - e, grazie alle nuove connessioni MCP, si integra già con partner esterni come Canva, OpenTable e Instacart.
Su Android arriverà anche Android Halo, un nuovo spazio dell'interfaccia mobile per monitorare cosa sta facendo Spark in background.
La beta parte la prossima settimana per gli abbonati Google AI Ultra negli Stati Uniti, mentre per l'Europa, ad oggi, nessuna data.

Accanto a Spark debutta Daily Brief, un agente mattutino che scansiona Gmail e calendario per generare un briefing personalizzato e interattivo, suggerendo le azioni immediate da compiere.
Piccola cosa, ma è esattamente il tipo di funzione che si adopera ogni giorno.

Sul fronte developer: Antigravity 2.0 è la vera infrastruttura degli agenti.
Il pezzo che mancava si chiama Antigravity 2.0 - e se Spark è la faccia consumer, questa è la faccia developer.
È una piattaforma desktop con SDK e CLI dove gli sviluppatori possono coordinare intere squadre di agenti autonomi: uno scrive il codice, un altro genera la grafica, un terzo studia l'architettura.
Non è un IDE con autocomplete, ma un ambiente pensato per orchestrare agenti che lavorano in parallelo su task distinti.
A completare il quadro c'è Code Mender: un agente specializzato che analizza intere codebase, individua falle di sicurezza critiche e applica le correzioni in autonomia.
Il tipo di tool che non fa notizia nei keynote consumer ma che cambia il lavoro quotidiano di chi scrive codice in produzione.

Tutto questo gira su Gemini 3.5 Flash, che è il vero annuncio industriale.
Rispetto a Gemini 3.1 Pro è superiore in quasi tutti i benchmark, con un salto significativo nella programmazione e nei task agentici, ed è 4x più veloce degli altri modelli frontier in termini di token al secondo.

Il punto che interessa alle aziende è il prezzo: Flash costa meno della metà rispetto a modelli con prestazioni simili.
Google ha fatto i conti esplicitamente: un'azienda che elabora un trilione di token al giorno e sposta l'80% del carico su Flash risparmia oltre un miliardo di dollari all'anno.
Gemini 3.5 Flash è disponibile da subito su tutti i prodotti e le API, mentre il Pro arriverà il mese prossimo.

L'altro annuncio tecnico rilevante è Gemini Omni Flash: il primo modello della famiglia Omni, nativamente multimodale, in grado di generare video ad alta definizione partendo da qualsiasi combinazione di input - testo, audio, immagini, video - e di editarlo tramite linguaggio naturale.
È disponibile da subito per gli abbonati Plus, Pro e Ultra, e in rollout gratuito su YouTube Shorts e YouTube Create.
Ogni clip prodotta viene automaticamente watermarkata con SynthID - e la cosa interessante è che OpenAI ed Eleven Labs hanno già aderito allo stesso standard.
Ma molti utenti stanno già notando una qualità altalenante nella generazione video, che non sembra sempre a livello…

La ricerca cambia davvero
Liz Reid, VP of Search, ha dichiarato che Google Search sta per vivere il suo aggiornamento più grande in oltre 25 anni.
Non è solo marketing: gli Information Agent sono assistenti specializzati che lavorano in background - monitorano il web 24/7 su parametri definiti dall'utente e mandano notifiche solo quando si verificano le condizioni richieste.
Stai cercando casa? L'agente ti avvisa quando esce un annuncio con le tue specifiche.
Stai seguendo un titolo in borsa? Ricevi il report solo quando scatta la soglia che hai impostato.

Sul fronte e-commerce, Universal Cart è un carrello intelligente cross-dispositivo che monitora i cali di prezzo e, se stai assemblando un PC da più negozi, ti avvisa se processore e scheda madre sono incompatibili.
Il protocollo AP2 (Agent Payments Protocol) permette all'AI di effettuare acquisti in autonomia, entro regole fisse stabilite dall'utente - budget massimo, marchi preferiti, tracciabilità per i resi.
E infine: gli occhiali
Google ha mostrato la versione più concreta della sua strategia hardware: occhiali audio basati su Android XR, sviluppati con Samsung, con Gemini integrato nella montatura.
Niente display - solo speaker, fotocamera, comandi vocali per interrogare Gemini su ciò che vedi, ricevere indicazioni in tempo reale, tradurre testi dal vivo. I primi modelli saranno firmati da Gentle Monster e Warby Parker, con uscita prevista entro l'autunno.
La sfida ai Ray-Ban Meta è ufficiale, data inclusa.

Google all'I/O 2026 ha fatto quello che sa fare meglio: mostrare una visione sistemica e coerente, con annunci distribuiti lungo tutta la catena del valore - dai modelli all'infrastruttura, dai prodotti consumer agli strumenti per sviluppatori.
Dieci anni fa l’azienda annunciò di voler diventare "AI first", e ora ha mostrato cosa significa davvero: non più un'azienda che integra AI nei suoi prodotti, ma un'azienda i cui prodotti sono agenti AI.
La narrativa degli "agenti" non è nuova, ma questa volta ci sono prodotti concreti che le danno sostanza: Spark, Antigravity 2.0, MCP integration, Code Mender, Universal Cart.
Il rischio, come sempre con Google, è la distanza tra la demo sul palco e la disponibilità effettiva per utenti europei.
Nel frattempo, chi lavora in AI Adoption ha una variabile concreta su cui ragionare: il crollo del costo per token cambierà le architetture dei prodotti enterprise nei prossimi sei mesi.
Più degli agenti che mandano email mentre dormite.
Giacomo Ciarlini - CIO - Datapizza
Simone Conversano - AI Transformation Specialist - Datapizza